10000 abitanti e 65 saloon - Ale e Walter nel Far West.

La strada per Bodie si allontana lentamente dal Mono Lake offrendoci paesaggi lontani dal nostro immaginario. Alla nostra destra il lago salato, sempre più piccolo, incorniciato dalle vette della Sierra Nevada, alla nostra sinistra le pinete che confinano con i verdi e giganteschi spazi dello Yosemite National Park. È un’esplosione di colori autunnali, c’è del verde, ma c’è anche del rosso, dell’arancione e del giallo che, illuminati dalla luce ancora alta del sole, splendono in tutta la loro nitidezza. Ci allontaniamo poco a poco, abbandonando questi scenari di maestosa natura per imboccare una stradina verso est che si snoda stretta stretta sul fianco di un dirupo, dapprima asfaltata e dopo qualche chilometro sterrata, così fino al raggiungimento della nostra meta. 

Bodie è una città fantasma nata verso la metà del '800 nel pieno della corsa all’oro. Nel suo periodo di massimo splendore arrivò a contare quasi diecimila abitanti. È facile ritrovarsi a percorrere le sue vie desolate, immersi in uno scenario da Far West ed è quasi strano non trovarsi di fronte ad uno sceriffo con tanto di stella a cinque punte in bella mostra sul petto, oppure dinnanzi a una damina coperta dal tipico ombrellino di pizzi e merletti o al cowboy di turno, armato di tutto punto col calcio delle sue Colt a vista. 
È polverosa Bodie e c’è davvero tutto: dalla scuola elementare all’emporio, dalla chiesa al municipio e tutti gli edifici sono ancora intatti, così come sono stati abbandonati, in uno stato di “fatiscenza ibernata” in cui tutto è sospeso, ma ancora vivido, ancora impregnato dei sapori e degli odori dell’epoca. 

Riconosciuto come sito storico, Bodie ormai è una vera e propria città museo. Purtroppo la sua miniera non è completamente visitabile per ragioni di sicurezza, ma vedere il suo dispiegarsi su per la collina è un colpo d’occhio notevole. 

Io e Walter paghiamo la fee d’entrata, 7$ a testa, e ci perdiamo tra gli edifici. Curiosiamo, ci affacciamo alle finestre per scorgere ciò che quelle stanze racchiudono al loro interno, quando non aperte al pubblico. Proviamo ad immaginarci dove si sarebbero potuti situare i sessantacinque saloon che la città contava, disseminati per tutto il miglio della via principale, un miglio dove poteva succedere qualsiasi cosa, essendo Bodie una città nata per le ricchezze minerarie della zona e conseguentemente piena di criminali. Sparatorie, risse, assalti alle diligenze erano all’ordine del giorno. 
Ci aggiriamo tra i fantasmi di quella città per un'oretta, fra carcasse di auto, porte scrostate ed edifici adibiti a musei, cerchiamo di fotografare ciò che riteniamo più iconico e poi, presi dai morsi della fame, ma soprattutto della sete, decidiamo di ritornare sulle nostre orme per dirigerci verso lo Yosemite. Dobbiamo ancora trovare una sistemazione per la notte ed un posto dove mangiare, quindi cerchiamo un luogo che abbia una connessione internet. Ci fermiamo al "Nicely's" (dove mangiamo male male male), poco prima di imboccare la salita verso il Tioga Pass. Qui fatichiamo a trovare una soluzione economica dove passare le due notti a venire. Troviamo su booking.com un residence situato a circa trenta minuti dall’entrata sud del parco. La distanza dall'ingresso ci costringerà ogni volta a percorrere un bel pezzo di strada tra i maestosi boschi e le montagne dello Yosemite, un sacrificio che siamo ben disposti ad affrontare. 

Recuperati gli zaini in fretta e furia io e Mr.W risaliamo sulla Jeep, mettiamo le cinture di sicurezza e accendiamo il motore pronti ad affrontare una nuova, incantevole avventura e a vedere il tramonto più spettacolare di questo viaggio, un tramonto fatto di colori vividi, di blu, arancioni e rossi, di silhouette di pini spogli e di nuovo di natura immensa, ma questa sarà ancora un’altra storia…